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Dai quartieri malfamati della sua città alla Serie A | Non convocato al Mondiale per errore

Serie A/ fonte Lapresse-mondosportivo.it

Non tutti i calciatori prima di diventare tali hanno avuto una vita agiata. Ne è l’esempio lampante questo idolo della Serie A.

Prima di diventare stelle del calcio, molti giocatori hanno affrontato difficoltà e ostacoli. La strada verso il successo è spesso segnata da allenamenti durissimi, sacrifici personali e, in alcuni casi, condizioni di vita precarie. Molti futuri campioni hanno iniziato giocando per strada o nei piccoli campetti di periferia, spesso con mezzi di fortuna.

Cristiano Ronaldo, ad esempio, è cresciuto in un quartiere povero di Madeira e ha lasciato la famiglia giovanissimo per inseguire il suo sogno. Lionel Messi ha affrontato problemi di crescita e ha dovuto trasferirsi dall’Argentina alla Spagna per curarsi e inseguire una carriera nel Barcellona. Anche Zlatan Ibrahimović è cresciuto in un quartiere difficile di Malmö, affrontando difficoltà economiche e ambienti complicati.

Dietro ogni campione ci sono anni di duro lavoro, rinunce e determinazione. Molti hanno dovuto lasciare la scuola o la famiglia per trasferirsi in accademie e dimostrare il proprio valore. Solo pochi riescono a emergere e trasformare il talento in successo. E a tal proposito anche un grande idolo della Serie A ha avuto un percorso simile.

Il sogno Serie A, ma prima tanta fatica

”Sono cresciuto a Shanghai, quartiere popolare e, si può dire, anche malfamato di Livorno. I casermoni popolari, la sopravvivenza, la povertà e anche le partite per strada con i cappotti messi sui sassi per fare le porte. Il pallone era l’unico gioco che potevamo permetterci, non avevamo grandi risorse economiche”.

Così Cristiano Lucarelli, ex bomber e grande idolo della tifoseria livornese, ha raccontato la sua infanzia in una lunga intervista rilasciata qualche tempo fa ai microfoni di Il Corriere della Sera. Un sogno che dunque si è realizzato partendo dal nulla, cosa che gli ha dato ancora più soddisfazione.

Cristiano Lucarelli/ fonte Lapresse- mondosportivo.it

Il rimpianto Mondiale

Nonostante abbia realizzato il suo sogno, i rimorsi nella sua carriera non gli mancano di certo. Uno su tutti il fatto di non aver mai giocato un Mondiale, forse per qualche ragione non dovuta al rendimento in campo.

“Oggi con tre gol i calciatori vanno al Mondiale, io con i miei numeri i Mondiali li ho sempre e solo guardati in tv. A parità di bravura le società decidevano di puntare sempre sul calciatore meno scomodo, che creava meno problemi”.