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Foto per gentile concessione della FIGC

Da poco si è spento l’eco delle due amichevoli internazionali che la Nazionale Femminile di Milena Bertolini ha appena disputato con Cile e Galles e ci sembra sia doveroso fare un piccolo punto della situazione.

Partiamo innanzitutto dai risultati: la vittoria con il Cile in pieno recupero e quella contro il Galles, mai messa in discussione, dimostrano come vincere aiuti a vincere e come la sconfitta contro il Belgio, a qualificazione ormai acquisita, sia stata metabolizzata delle ragazze in maniera veloce e senza scorie. Non molto tempo fa, all’Europeo, un primo tempo sbagliato contro la Russia bastò a mandarci in crisi: ora è palese come la musica sia nettamente cambiata.

Analizziamo la prima partita, quella con il Cile: la squadra ha acquisito tenacia e capacità di rimanere concentrati fino alla fine in vista del risultato, e questa nuova caratteristica delle Azzurre ci servirà come il pane in un girone del Mondiale che ci vede contro Brasile, Australia e Giamaica, squadre che giocano un calcio completamente diverso dal nostro e che hanno, al loro interno, calciatrici che sono spesso sconosciute alle nostre atlete. Da oggi il compito del CT Bertolini sarà innanzitutto quello di istruire le calciatrici a questo “nuovo” calcio, per non essere colte di sorpresa nel momento decisivo.

La seconda partita contro il Galles ha mostrato che, nonostante le condizioni meteo avverse, la squadra ha raggiunto ormai un certo livello di crescita, sia tecnico che tattico: la squadra ha giocato bene, senza paura ma anzi attaccando con raziocinio e gestendo il pallone cercando di limitare al minimo le sbavature, senza snobbare l’avversario. Questa gara ci ha anche detto che le nostre attaccanti, al momento, godono di buonissima salute: Ilaria Mauro, con la sua tripletta, ha dimostrato di aver superato il momento buio degli anni passati e di essere diventata di nuovo attaccante affidabile e di livello, e Stefania Tarenzi, con la sua rete allo scadere contro il Cile, ha detto che abbiamo delle valide alternative là davanti.

Bisogna poi parlare anche degli esordi di Anna Serturini, attaccante 20enne della Roma, e Giulia Bursi, difensore 22enne del Sassuolo, che hanno respirato per la prima volta l’aria di una gara internazionale: prosegue il lavoro della Nazionale Maggiore di concerto con le altre nazionali giovanili femminili, nazionali che stanno continuando ad avere ottimi risultati e che mostrano una presenza costante nelle posizioni più alte a livello europeo (e mondiale).

In tutto questo tripudio, c’è qualcosa che non va? Forse. Ci permettiamo di sollevare un piccolo dubbio sulla fisicità delle calciatrici italiane. Durante la gara contro il Galles, in un’azione italiana ai limiti dell’aria avversaria, la nostra centrocampista Giugliano è stata letteralmente spostata di peso da una calciatrice gallese che ha costretto la nostra regista ad arretrare. Le nostre avversarie mondiali saranno, ricordiamo, Brasile, Australia e Thailandia: tolto il Brasile, francamente inarrivabile, se vorremo giocare ad armi (quasi) pari con l’Australia dovremo crescere sotto questo aspetto, per evitare che le nostre giocatrici vengano sovrastate dal punto di vista fisico e impossibilitate a giocare. Ma questo si può fare solo di concerto con le squadre di club.